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Armonium
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Lmwcg'mwcwarmonium o mwdaarmonio (in mwdqfrancese, mwdgharmonium) è un tipo di mwdworgano a serbatoio d'aria con mweatastiera (solitamente una) e due mweqpedali che servono ad azionare i mwegmantici per l'mwewaria. Il suono è prodotto da una o più file di mwfaance libere, analogamente alla mwfqfisarmonica e all'mwfgarmonica a bocca.
Nella mwgaclassificazione Hornbostel-Sachs, rientra nella famiglia denominata "mwgqserie di aerofoni ad ancia libera" (codice 412.132).
Contents
• Note
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Descrizione
L’armonium è uno strumento relativamente recente, in quanto inventato attorno alla metà del mwhqXIX secolo.
Prima della sua invenzione, esisteva un diverso organo privo di canne, il mwhwregalecite-ref-0-1-0[1], in cui il suono era prodotto da mwjaance battenti e che cadde progressivamente in disuso dopo il mwjqXVII secolo. Oltre alla notevole differenza timbrica, una caratteristica dell'armonium (come degli altri strumenti ad ancia libera) è la grande stabilità dell'accordatura, al contrario del regale che deve essere riaccordato molto frequentemente.
Poiché la frequenza di vibrazione delle ance libere non dipende dalla pressione dell'aria (contrariamente a quanto avviene nelle ance battenti e nelle mwjwcanne labiali), lo strumento consente di variare l'intensità del suono a fini espressivi, cosa impossibile negli organi a canne. A questo scopo, in molti strumenti (particolarmente in quelli di costruzione francese) è presente un meccanismo che blocca il mantice interno, che altrimenti mantiene costante la pressione, in modo che quest'ultima sia determinata direttamente dalla velocità con cui l'esecutore spinge alternativamente i pedali.
L'mwkqarte di progettare, costruire e restaurare armoniumcite-ref-2[2] si chiama "organaria" e mwlgorganari si dicono così perché, in principio, fabbricavano mwlworgani a canne.
Armonium occidentale
Nel termine italiano mwmgarmonium si comprendono due differenti tipi di strumento: quello ad aria compressa, che è l'mwmwharmonium di tipo francese, e quello ad aria aspirata, che è il mwnareed organ statunitense (ma anche mwnqbritannico e mwngtedesco). Nel primo caso, i mwnwmantici pompano l’mwoaaria, attraverso una “camera del vento” o “serbatoio” (mwoqréservoir, in mwogfrancese), verso le mwowance facendole vibrare; nel secondo caso, essi aspirano l’aria atmosferica, che passando attraverso le ance le mette in vibrazione.
L'uso di registri ad ancia libera fu sperimentato già nel corso del mwpqXVIII secolo da alcuni organari tedeschi e svedesi, e suscitò particolare interesse l'inserimento di registri di questo tipo nell'mwpgautoma musicale mwpwmwqaPanarmonicon inventato da mwqqJohann Nepomuk Mälzel.
Il mwqwreed organ nasce negli Stati Uniti nella prima metà dell'mwraOttocentocite-ref-3[3], come risultato finale di una serie di strumenti sperimentali (come il "Pan Harmonicon" di Goodrich o la "Seraphine" di Green), probabilmente ad opera di un tale Aaron Merrill Peaseley, anche se mancano documenti probanti questa attribuzione. Il primo produttore certo di mwsqAmerican reed organs fu James Amireaux Bazin, che costruì un primo esemplare nel mwsw1824. Tali strumenti non ebbero immediata diffusione tanto che nel mwta1846 in tutti gli Stati Uniti se ne contavano meno di trecento; venivano prodotti a mano in piccoli negozi, da artigiani che ne costruivano perciò tipi assai differenti per foggia e materiali, spesso a seconda della richiesta. Per una produzione di tipo industriale su più larga scala fu necessario attendere la metà del secolo, con l'affermarsi delle prime compagnie e dei primi marchi di fabbrica: la George A. Prince Company (che divenne un'azienda leader in America tra gli mwtqanni '50 e mwtg'60 dell'Ottocento) di mwtwBuffalo; la Jones, Woodbury & Burditt di mwuaBrattleboro; la Carhart & Needham di New York. L'epoca d'oro del mwuqreed organ americano, tuttavia, ha inizio con la seconda metà dell'Ottocento, ad opera di grandi produttori come la Estey Organ, attiva dal mwug1852 al mwuw1959, o la W. W. Kimball & Co. di mwvaChicago. Ad essi si affiancano altri nomi di aziende produttrici di mwvqreed organ, come Mason & Hamlin, Farrand, la Aeolian Company: gli strumenti prodotti andavano da quelli più sofisticati (come il "Vocalion" o l'"Orchestrelle"), spesso caratterizzati da forme assai elaborate, a strumenti portatili pieghevoli (mwvgfolding organ), che vennero assai impiegati dai missionari o dai cappellani dell'mwvwesercito americano durante le missioni belliche della mwwaSeconda Guerra Mondiale.
L'mwwgharmonium francese ha il suo antenato in uno strumento inventato nel 1810 da Gabriel-Joseph Grenié (1757–1837), con il nome mwxaorgue expressifcite-ref-1-4-0[4], che però ebbe scarsa diffusione. Nel 1830 l'organaro mwyqAristide Cavaillé-Coll produsse un modello più evoluto, con il nome mwygpoïkilorguecite-ref-0-1-1[1], che attrasse anche l'attenzione di mwzwGioachino Rossini. Il nome mwaaharmonium fu dato al modello creato nel mwaq1840 ad opera di Alexandre-François Debain, che godette di un successo molto più ampio dei suoi predecessori. Nonostante i tentativi di Debain di tutelare l'uso esclusivo del nome, altri costruttori se ne appropriarono e in tutta Europa questo finì per diventare il nome generico dello strumento. Se ne produssero esemplari particolarmente elaborati, dal punto di vista tecnico ma anche estetico, per i quali si parla di mwawharmonium d'art. Tra questi, i più notevoli si devono a Victor Mustel, che ne affinò notevolmente la tecnica costruttiva e ampliò la ricchezza timbrica: i suoi strumenti presentano una bellezza estetica indiscutibile (data anche dall’utilizzo di legni pregiati, come il mwbqrovere francese o il mwbgpalissandro). L'eleganza delle forme e dei particolari costruttivi ne fecero riferimenti imprescindibili, ma sono soprattutto la perfezione tecnica, il fascino timbrico e la novità delle invenzioni che egli introdusse (come il mwbwProlongement, col quale si possono prolungare alcune note del basso, il mwcaMétaphone, che modifica il timbro di alcuni registri, o la mwcqDouble Expression, capace di dare differenti sfumature dinamiche alla parte bassa e alta della tastiera) che rendono unici tali strumenti.
Altri celebri produttori francesi di mwcwharmonium furono J. Alexandre, Dumont-Lelièvre, Christophe et Étienne, Kasriel, Rodolphe, Richard. I costruttori Julius and Paul Schiedmayer, formatisi negli mwdaateliers di Debain e di Alexandre, fondarono nel 1853 a mwdqStoccarda la prima ditta tedesca specializzata nella costruzione di questo strumento.
Lungi dall’essere etichettato come un “parente povero” dell'mwdworgano, l'armonium di tipo francese si ricavò così un posto stabile, oltre che nelle mweachiese, anche nei mweqsalotti, accanto al mwegpianoforte. Proprio per questa ragione, per questo strumento vennero scritti anche brani non esclusivamente pertinenti all’ambito sacro, che costituiscono un repertorio importante per qualità e ricchezza musicale. Compositori che scrissero specificamente per mwewharmonium furono mwfaSaint-Saëns, mwfqGuilmant, mwfgLouis James Alfred Lefébure-Wély e, in Germania, mwfwSigfrid Karg-Elert.
Lmwgq'mwggharmonium francese venne ripreso in mwgwItalia da mwhaGraziano Tubi che nel mwhq1860 fondò una casa di produzione di strumenti molto curati per fattura e qualità timbrica, utilizzando ance provenienti da mwhgParigi (le celebri ance Estève) e basandosi sui modelli francesi. L’azienda, con sede a mwhwLecco, ebbe vita fino agli mwiaanni settanta del mwiq'900, prima di chiudere definitivamente la propria attività.
Altri produttori italiani di armonium sono Giuseppe Mola (menzione di merito all’mwiwEsposizione Universale di Parigi del mwja1867), Egidio Galvan (medaglia di bronzo all’mwjqEsposizione Universale di Liegi, mwjg1905), la mwjwFabbrica Italiana Pianoforti di Torino, attiva dal mwka1917 al mwkq1929, Iginio Delmarco e Arcangelo Bozzetta (attivi a mwkgTesero dal mwkw1920), Giovanni Lanzani (attivo a mwlaSeveso dal mwlq1926), Achille Radice (attivo pure a mwlgSeveso dal 1929: noto anche col marchio AREF), Enrico Ciresa (mwlw1922-mwma1991, di Tesero, in attività dal mwmq1952).
I mwmwregistri dell'armonium sono tutti ad ancia (ance libere) e il timbro è determinato dalla curvatura e dalla forma delle mwnaance; rispetto all'organo esso ha una minore varietà timbrica, ma attraverso il registro denominato “Espressione” permette un enorme controllo di sfumature dinamiche; i suoi effetti meccanici sono il mwnqtremolo, la mwngvoce umana e la mwnwsordina.cite-ref-1-4-1[4] Per regolare la dinamica si utilizzano anche le mwpaginocchiere poste ai due lati delle ginocchia, che aprono e chiudono delle gelosie e che permettono così di graduare la quantità di suono prodotta dalle ance. In alcuni modelli, infine, una ginocchiera centrale permette di inserire contemporaneamente tutti i registri (“grande gioco” o “grand jeu”).
Su molti strumenti è disponibile almeno unmwpg'mwpwunione, che funziona meccanicamente e serve a far suonare anche le note all'mwqaottava rispetto a quelle che si stanno suonando. Quando le unioni sono due, la prima serve per la metà inferiore della tastiera, la seconda per quella superiore, e permettono di far suonare le note raddoppiandole rispettivamente con l'ottava bassa e con l'ottava alta.
A causa dell'alto costo della manutenzione specializzata necessaria e della relativa difficile reperibilità, gli armonium sono progressivamente caduti in disuso e sostituiti dagli mwqgorgani a canne o dagli mwqworgani elettromeccanici ed mwraelettronici. In alcune chiese sono tuttora presenti ma inutilizzati.
Armonium indiano
Considerato come "una specie di mwsaorgano portativo ad ance libere", è simile a mwsqquello occidentale, ma di minori dimensioni, ed è stato portato in mwsgIndia dall'mwswOccidente dai missionari cristiani, da circa metà mwtaOttocento in poi. I musicisti avevano bisogno di uno strumento facilmente trasportabile da usare nelle funzioni mwtqreligiose, e lo trovarono in questo tipo di armonium, grande all'incirca come una mwtgfisarmonica e di funzionamento simile. La forma è quella di un mobiletto rettangolare, vicino al suonatore ha una mwtwtastiera (tipo mwuapianoforte) che si estende da due a quattro mwuqottave, e si suona con una sola mano, mentre l'altra mano aziona un mwugmantice a soffietto posto sul lato distante dal suonatore, in modo simile all'organo portativo mwuwmedievale. La versione indiana ha poi la possibilità di mettere in funzione un certo numero di mwvabordoni diversi (note costanti di sottofondo), onnipresenti nella mwvqmusica classica indiana (viene azionato quello corrispondente alla mwvgtonica del pezzo suonato).
La storia dell'armonium in India è strettamente correlata a quella del mwwasarangi.
La caratteristica più importante dell'armonium, rispetto al contesto indiano, è l'mwwgintonazione. Essendo uno strumento occidentale, è accordato secondo il mwwwtemperamento equabile, sviluppato in Occidente per le esigenze della musica armonico-tonale (quindi dell'mwxaarmonia basata sugli mwxqaccordi e la mwxgmodulazione da una mwxwtonalità all'altra). Questo tipo di mwyaaccordatura è del tutto estraneo alla musica indiana, che è modale e non contempla accordi né cambiamenti nella tonica in una esecuzione musicale, ed è fondata su numerose e precise sfumature di intonazione dei suoni delle varie mwyqscale, che vengono usate (incompatibili con il nostro temperamento equabile).
Note
cite-note-0-11. ↑ mw0gmw0wmw1aArmonium o harmonium - Enciclopedia, su mw1qTreccani. mw1gURL consultato il 20 gennaio 2026.
cite-note-1-44. ↑ mw6qmw6gmw6wArmonium - Enciclopedia, su mw7aTreccani. mw7qURL consultato il 20 gennaio 2026.
Bibliografia
• Alphonse Mustel, mw8qL'Orgue-Expressif ou Harmonium, Mustel Père & Fils, Paris 1903
• Robert F. Gellerman, mw8wThe American Reed Organ and the Harmonium, The Vestal Press, Ldt. Vestal, New York 1996
• Roberto Perinu, mw9qLa Musica Indiana, ed. Zanibon, Padova, 1981
• mw9wAli Akbar Khan, George Ruckert, mw-aThe Classical Music of North India, Munshiram Manoharlal Publishers, New Delhi, India, 1998
• David Courtney, Chandrakantha Courtney, mw-gElementary North Indian Vocal, Sur Sangeet Services, Houston, USA, 1995
• Sandeep Bagchee, mw-aNad – Understanding Raga Music, Eshwar, Mumbai, India, 1998
• Stuart Isacoff, mw-wTemperamento – Storia di un Enigma Musicale, ed. EDT, Torino, 2005
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) reed organ, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaqyApprofondimenti, su harmoniums.weebly.com.
• mwaqghttps://mbc.unipv.it/expression/index.php/schede-harmonium